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Corso di marketing sportivo

Cosa imparare per diventare

professionisti dello sport marketing.

Capita spesso che mi chiedano se esiste un corso di marketing sportivo come lo intendo io. La mia risposta è solitamente questa “Sono sicuro che al momento non ci sia. E l’ho cercato a lungo, te l’assicuro”.

Al di là della battuta, per fare marketing sportivo occorre saper giocare su più campi contemporaneamente, come puoi leggere nella pagina Sport Marketing Formula. È proprio parte dell’essere un professionista del marketing dello sport il possedere competenze diverse e riuscire a creare sinergia per ottenere risultati su più fronti.

Cosa manca ai corsi di

marketing sportivo attualmente reperibili?

Ho aperto affermando che non esiste un corso di marketing sportivo come lo intendo io, anche se ammetto che cercando, anche con Google, “Corsi di marketing sportivo” qualcosa si trova. Sicuramente frequentandoli si può partecipare a lezioni molto interessanti, anche a master universitari specifici, che trattano temi appassionanti e rilevanti. Immancabile in ogni programma la parte dedicata alle campagne di sponsorhip, per molti il focus principale, se non l’unico argomento. Come puoi immaginare e come forse sai già, per me il marketing sportivo è molto ma molto di più del raccogliere sponsor e contributi.

Nonostante abbia cercato a lungo, purtroppo, niente di quanto ho visto fino ad oggi ha i reali presupposti per insegnare, davvero, questo mestiere. Un mestiere difficile, complesso, fatto di mille sfaccettature, profondo e delicato. Oltretutto c’è da aggiungere un ulteriore fattore di criticità: l’assenza di una letteratura accademica e scientifica che tratti, come andrebbe fatto, lo sport marketing.

Il corso perfetto

secondo me.

Da tempo ho il sogno di contribuire a creare veri professionisti di marketing sportivo e colmare le lacune di un sistema tutto propenso ad agire, inseguendo i risultati, senza probabilmente averne l’adeguata preparazione. Ed è proprio per questo motivo che ho creato questo sito.

Se dovessi immaginare un corso di marketing dello sport mi baserei su alcuni principi: i punti fermi che portano alla sport marketing formula o al “metodo Laudicino” come l’ha chiamato qualcuno, riempiendomi d’orgoglio con le sue parole. Questi sono gli insegnamenti che applico, automaticamente, nel lavoro e che trasmetto, con maggiore consapevolezza, quando sono chiamato a insegnare quel che ho imparato sul campo. Si tratta di passaggi che chiariscono la mia filosofia professionale ma anche personale, che va al di là dei singoli contenuti.

“Teoria sì, solo se si traduce in pratica”

La teoria è fondamentale. Ma se non viene mostrato come possa declinarsi nella pratica, rimangono solo sterili informazioni. Per conseguire un alto livello di competenze nel marketing sportivo occorre aver chiare le basi teoriche e come queste si traducano in azioni. Non esistendo una letteratura scientifica – e neppure divulgativa – coerente e orientata al marketing dello sport, al professionista è richiesto uno sforzo abbastanza intenso nel cercare di adattare conoscenze applicate da altre discipline alla propria.

Nella mia formazione da uomo di marketing, prima che di professionista dello sport, sono stati fondamentali gli insegnamenti di Philip Kotler e, ancora di più, quelli di Seth Godin appunto perché le loro teorie sono state formulate per essere tradotte in pratica. Ed è da loro che partirei per spiegare cos’è davvero il marketing.

“Lo storytelling è il miglior modello di apprendimento”

Lo sport è un generatore di emozioni, miti e sfide alimentato da emozioni, miti e sfide. È un meraviglioso contenitore di storie. Proprio le storie sono un dispensario di conoscenza ricchissimo, capace di raccontare e spiegare anche gli aspetti più complessi senza perdere pathos, anzi incollando le persone alla sedia, al divano o agli spalti.

Lo storytelling per me è un modello di comunicazione efficacissimo nel mondo sportivo, perché è coinvolgente, perché annulla le barriere razionali e perché è in grado di trasmettere informazioni e consigli (anche per gli acquisti) con un grado di efficacia senza pari. Per imparare a fare marketing dello sport è necessario conoscere e saper raccontare le storie che alle persone piace ascoltare.

“Il marketing sportivo è fuori dagli schemi. E devi esserlo anche tu!”

Se vuoi diventare un grande nel marketing sportivo non puoi adattarti. Devi pensare, immaginare e agire fuori dagli schemi. Per il suo carico emotivo, lo sport è un universo che mal si adatta alle convenzioni. Se un professionista del marketing dello sport si adagia sugli standard, su ciò che è stato fatto l’anno precedente o su quello che fanno gli altri la sua carriera è molto breve. Di questo ne sono profondamente convinto: è uno dei miei credo ed è la mia ossessione quotidiana.

Quando affianco gli aspiranti, li spingo costantemente verso un processo di rottura, per stimolare una forma mentis capace di valutare opzioni ed effetti, pensando a soluzioni originali e strategie inedite.

“Lo sport è show”

Un professionista del marketing sportivo con la P maiuscola mette sempre il tifoso al centro e considera lo sport come un grande spettacolo collettivo. Solo così attaccamento, partecipazione e coesione aumentano e di pari passo vanno i fatturati.

Il marketing sportivo non può essere legato solo alle voci di bilancio o solo agli spazi pubblicitari a bordo campo. Il vero marketer dello sport ispira la mission e la vision del club o dell’atleta e le condivide coi tifosi, che diventano parte della squadra.

“Il marketing sportivo richiede alcune competenze trasversali e tanta curiosità”

Le competenze da acquisire e applicare nello sport marketing sono tante e diverse: si va dalla costruzione di relazioni con il territorio al lancio di strategie commerciali, dall’acquisizione di tecniche di vendita a capacità nell’organizzazione di eventi.

Chi vuole approcciarsi al marketing sportivo deve entrare in contatto e padroneggiare ognuno di questi temi, deve essere sostenuto nell’abituarsi alla trasversalità e al problem solving. Un professionista dello sport marketing ha una mente elastica, vivace, brillante che deve continuamente essere esercitata e stretchiata come fa un atleta coi suoi muscoli prima della performance.

“La sfida dello sport marketing non si vince coi numeri ma con le persone”

Per tutto quello che abbiamo visto fin ora, è evidente che queste attività hanno una grandissima componente umana. Lo stare a contatto con le persone, la capacità di provare empatia, il saper accendere i sentimenti non si imparano sui libri, né si fanno con grafici a torta o proiezioni. Sono, invece, abilità che vanno esercitate quotidianamente.

Fare questo lavoro richiede una quantità di cuore e passione che nessun altro ramo del marketing richiede. Innamorarsi della propria squadra, dimostrarlo, essere in grado di suscitare l’amore dei tifosi. Niente di tutto questo può essere fatto dietro a una scrivania. Ed è anche per questo che amo questo lavoro.

Aspettando il corso,

il mio blog dedicato al marketing sportivo.

Se c’è una cosa che ho imparato, prima ancora delle basi del marketing, è a non restare con le mani in mano. Così ho deciso di aprire all’interno di questo sito, un’area in cui trasmettere ciò che ho imparato. E se stai leggendo queste parole sono certo che temi come il marketing sportivo territoriale, l’utilizzo dei social media, come trasformare i tifosi in brand ambassador o come costruire una campagna sponsor di successo sono di tuo interesse.

Buona lettura.